«Siamo un Paese straordinario e bellissimo, ma allo stesso tempo molto fragile. È fragile il paesaggio e sono fragili le città, in particolare le periferie dove nessuno ha speso tempo e denaro per far manutenzione. Ma sono proprio le periferie la città del futuro, quella dove si concentra l’energia umana e quella che lasceremo in eredità ai nostri figli. C’è bisogno di una gigantesca opera di rammendo e ci vogliono delle idee. […] Le periferie sono la città del futuro, non fotogeniche d’accordo, anzi spesso un deserto o un dormitorio, ma ricche di umanità e quindi il destino delle città sono le periferie. […] Spesso alla parola “periferia” si associa il termine degrado. Mi chiedo: questo vogliamo lasciare in eredità? Le periferie sono la grande scommessa urbana dei prossimi decenni. Diventeranno o no pezzi di città?»
Renzo PIANO, Il rammendo delle periferie, “Il Sole 24 ORE” del 26 gennaio 2014

Raccontare le periferie attraverso le immagini diventa da un lato un modo per rendere partecipe e consapevole il pubblico di come si possono vivere e trasformare le periferie nella società contemporanea, dall’altro permette di conoscere luoghi e non luoghi, spesso sconosciuti, attraverso gli occhi di chi, quotidianamente, o anche solo per un momento, ha avuto modo di attraversarli e interpretarli usando il mezzo fotografico.

Questo è un viaggio attraverso luoghi noti e meno noti, che tutti abbiamo visto ma mai osservato. Le ore notturne rendono tutto nuovo e particolare. Anche i luoghi già conosciuti si trasformano e la fisionomia delle strade o delle abitazioni muta e viene riscritta dalla luce dei lampioni.

MaNaPaGo

Dal 03 al 15 marzo, presso lo Spazio Faber.