Luoghi di Interesse

A Tempio sono numerosi i luoghi d’interesse storico, architettonico e artistico, raggiungibili attraverso i pittoreschi viali cittadini con la tipica pavimentazione a lastroni granitici.

Stazione Ferroviaria

La stazione ferroviaria di Tempio Pausania è stata costruita nel 1931, con il tradizionale modello della stazione di transito, che rivolge il fronte principale all’abitato e si colloca parallelamente ai binari; l’edificio ha un prospetto scandito da cornici e aperture in perfetta corrispondenza con quello verso la strada ferrata, completato da una bella pensilina in ferro.

La cura dei dettagli è evidente nell’uso dei mattoni in contrasto con l’intonaco e le parti strutturali in granito, nei dipinti delle lunette e nelle fasce geometriche che sottolineano le pareti, nelle scritte di servizio e negli arredi, non integralmente conservati.

È particolarmente importante la parte decorativa di Giuseppe Biasi, che eseguì le pitture per l’interno. I dipinti, in parte perduti, rappresentano scene di vita campestre e a momenti di vita quotidiana, caratterizzate da ampie stesure di colore, sia cupo che vivace e brillante.

Casa di Nino di Gallura

La “Casa di Nino di Gallura”, situata nell’omonima via, è un importante testimonianza dell’architettura medievale della città.

Presunta dimora di Nino Visconti, Giudice del Giudicato di Gallura nella metà del XIII secolo. Amico di Dante Alighieri è citato nell’ottavo canto del Purgatorio della Divina Commedia: “Giudice Nin gentil, quanto mi piacque quandi ti vidi non esser tra i rei” […] “Non le farà si bella sipoltura la vipera, che i Milanesi accampa come avria fatto il Gallo di Gallura” (vv. 52-55).

Dell’antico edificio attualmente è visibile solo una parte, ormai perfettamente inglobata nei più recenti edifici circostanti. La struttura presenta due locali con corte interna, pianta tipica delle antiche costruzioni.

Dopo un recente restauro è possibile ammirare in tutto il loro originale splendore le tre caratteristiche aperture, forti testimoni di una architettura ben più antica rispetto al resto degli edifici della città.

Teatro del Carmine

Il Teatro Civico del Carmine sorge sull’area dell’antica Chiesa della Madonna del Carmine situata nell’omonima piazza e adiacente al Chiostro degli Scolopi. Il progetto venne realizzato nel 1928 dall’ingegnere Aldo Faconti, fortemente voluto dalla pubblica amministrazione e da un gruppo di cittadini benemeriti (la “Società dei dieci”) desiderosi di dare a Tempio un teatro stabile.

L’inaugurazione avvenne il 20 febbraio del 1929 con la rappresentazione dell’opera Lucia di Lammermor di Gaetano Donizetti; nel 1930, dopo aver ospitato il tenore tempiese Giovanni Manurrita fu accolto in modo trionfale Bernardo De Muro.

In seguito l’edificio fu utilizzato per la rappresentazione di spettacoli più popolari fino a quando, nel corso degli anni ’50 con l’avvento del cinema e della televisione, il teatro si avvia a un lento declino che culminerà con l’uso dell’edificio come sala da ballo in occasione dell’evento del Carnevale Tempiese.

Dopo una lunga attività concertistica il Teatro fu chiuso nel 1991. Dopo un intenso lavoro di restauro che ha consentito di recuperare il suo aspetto originario, fu restituito agli abitanti della Gallura il 18 ottobre del 2001.

Convento degli Scolopi

Gli scolopi, nel 1665, avevano istituito, dietro sollecitazione della municipalità e della nobiltà tempiesi, un collegio gratuito, in cui veniva impartito insegnamento inferiore e superiore ai giovani di tutta la Gallura.

L’edificio seicentesco, pur rimaneggiato nel tempo, conserva la sua imponente struttura. Attualmente ospita la Biblioteca Comunale “Giovanni Maria Dettori”, sede del Sistema Bibliotecario dell’Anglona e della Gallura (SBAG)  comprendente 22 comuni delle provincie di Olbia-Tempio.

Nella scuola degli Scolopi, che ebbe il merito di riscattare il territorio dall’analfabetismo allora imperante, hanno studiato personaggi illustri, dal più grande poeta gallurese, Don Gavino Pes (1724-1795) al teologo Giovanni Maria Dettori (1773-1836), maestro di Vincenzo Gioberti all’Università di Torino.